RUOLO DEL PAPILLOMA VIRUS UMANO (HPV) NEI CARCINOMI EXTRAGENITALI URINARI E COLON RETTALI

Data di pubblicazione: 
13/04/2015
Autori: 
Melchiorre Fidelbo1, Salvatore Sciacca1, Salvatore Sciacchitano1, Giovanni Benedetto1, Paolo Fidelbo1, Anna Caruso1, Lorenzo Memeo2 1Registro Tumori Integrato CT-ME-SR-EN, Dipartimento G.F. Ingrassia, Università di Catania; 2Anatomo-Patologo Istituto Oncologico Mediterraneo (IOM ricerca srl)
Pubblicazioni: 
XIX Riunione Annuale dell'AIRTUM (Catania 2015)

L’aumento di incidenza del cancro alla vescica, alla prostata ed al colonretto osservato negli ultimi anni ha stimolato i ricercatori all’identificazione dei possibili agenti eziologici. In particolare grande interesse ha destato in noi l’ipotesi di un’associazione del Papilloma Virus Umano (HPV) con il carcinoma urinario (uroteliale e prostata) e colonrettale, dato il ruolo patogenetico che questo ha nel carcinoma della cervice uterina e nei carcinomi ano-genitali. Controverso è il ruolo cancerogeno dell’HPV. L’obiettivo della ricerca molecolare è stato quello di tipizzare il virus HPV negli istotipi del carcinoma uroteliale, prostatico e colonrettale, e dei relativi “tessuti controllo”, su fette di tessuti paraffinati su vetrino.
 

Materiali e metodi.

L’obiettivo di questa ricerca è quello di confermare o confutare tale ruolo tramite la ricerca molecolare del virus HPV in materiale istologico negli istotipi del carcinoma uroteliale, prostatico e del colonretto, e dei relativi “tessuti controllo”, su fette di tessuti paraffinati su vetrino. Dopo sparaffinazione l’ibridazione dell’amplificato marcato su di un supporto in cui sono adese sonde specifiche (Ibridazione allele/specifica) ha consentito di distinguere i diversi genotipi virali. Pertanto sono stati sottoposti ad estrazione del DNA, ed all’identificazione del HPV con tecnica real time PCR, mediane amplificazione della regione genica codificante la proteina L1.
 

Risultati e Conclusioni.

Questo studio ha dimostrato di individuare una positività significativa per l’HPV nel cancro della vescica, della prostata e nelle relative flogosi, aprendo nuovi scenari etiopatogenetici ed epidemiologici per un più appropriato controllo di queste malattie. La ricerca è ancora in corso e risultati più completi, specie sul tratto del colonretto, potranno essere comunicati successivamente.